ADHD e diagnosi in aumento

Disturbo da deficit di attenzione e iperattività

Negli ultimi anni il termine ADHD è entrato sempre più spesso nel linguaggio comune, soprattutto quando si parla di bambini e scuola.

Molti genitori si interrogano sul motivo per cui oggi vengano formulate più diagnosi rispetto al passato e su cosa significhi realmente convivere con questo disturbo.

È l'acronimo di Attention Deficit Hyperactivity Disorder, è il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività, una condizione riconosciuta a livello medico che rientra nei disturbi del neurosviluppo.

L’ADHD non è una moda né il risultato di una cattiva educazione: si tratta di una condizione neurobiologica che influisce sul modo in cui il cervello regola attenzione, comportamento e controllo degli impulsi.

Il bambino con ADHD può avere difficoltà a mantenere la concentrazione, a organizzare le attività, a gestire l’attesa e, in alcuni casi, a controllare l’eccessiva attività motoria. Questi comportamenti devono essere presenti in modo persistente, manifestarsi in più contesti della vita quotidiana (come scuola e famiglia) e interferire con il normale funzionamento per poter parlare di disturbo vero e proprio.

Dal punto di vista clinico, viene diagnosticato seguendo criteri ben definiti: i sintomi principali rientrano in tre grandi aree: disattenzione, impulsività e iperattività.

Le ricerche scientifiche mostrano che nell’ADHD sono coinvolti alcuni circuiti cerebrali responsabili delle funzioni esecutive, come l’attenzione sostenuta, la pianificazione e l’autoregolazione del comportamento e in particolare, si osservano alterazioni nei sistemi che utilizzano neurotrasmettitori come la dopamina e la noradrenalina, fondamentali per la regolazione dell’attenzione e dell’impulsività. Questo spiega perché il bambino non riesca semplicemente a "controllarsi" con la forza di volontà.

Da non trascurare il fatto che non tutti i bambini presentano gli stessi segnali e con la stessa intensità: esistono forme in cui prevale la difficoltà attentiva e altre in cui l’iperattività è più evidente.

È proprio per questo la valutazione deve essere sempre approfondita e affidata a specialisti esperti, in grado di distinguere l’ADHD da altre condizioni o da normali fasi dello sviluppo.

Perché oggi le diagnosi sono in aumento?
L’aumento delle diagnosi di ADHD osservato negli ultimi anni non significa necessariamente che il disturbo sia diventato più frequente.

In larga parte questo fenomeno è legato a una maggiore consapevolezza da parte di genitori, insegnanti e operatori sanitari, a criteri diagnostici più chiari e a una migliore attenzione verso la salute mentale in età evolutiva. In passato molti bambini venivano semplicemente etichettati come vivaci, disattenti o difficili, senza che venisse riconosciuta una condizione clinica sottostante.

Oggi, invece, si tende a osservare con maggiore attenzione i segnali che possono indicare una difficoltà reale e persistente.

Questo consente interventi più tempestivi, con benefici importanti sul percorso scolastico, sulle relazioni sociali e sull’autostima del bambino. È importante ricordare che una diagnosi corretta non serve ad "etichettare", ma a fornire strumenti adeguati per affrontare le difficoltà.

La gestione del disturbo non si basa su un’unica soluzione, ma su un approccio integrato e personalizzato. Accanto al supporto psicologico e agli interventi educativi mirati, in alcuni casi può essere indicata una terapia farmacologica, sempre prescritta e monitorata dal medico.

L’obiettivo non è cambiare la personalità del bambino, ma aiutarlo a esprimere al meglio le proprie capacità, riducendo le difficoltà che interferiscono con la vita quotidiana.

Il ruolo della famiglia e della scuola è fondamentale. Un ambiente informato e consapevole permette di adottare strategie educative più efficaci, migliorando la gestione delle attività quotidiane e favorendo un clima relazionale più sereno.

Parlare di ADHD in farmacia significa offrire informazione corretta e affidabile, contrastando miti e pregiudizi ancora molto diffusi. Le farmacie rappresentano un punto di riferimento sul territorio, dove i genitori possono trovare ascolto, orientamento e indicazioni utili per comprendere meglio una diagnosi o per sapere a chi rivolgersi in caso di dubbi.